Eremo San Giorgio

Alziamoci, dunque, una buona volta,
dietro l'incitamento della Scrittura che esclama:
"E' ora di scuotersi dal sonno!
e aprendo gli occhi a quella luce divina
ascoltiamo con trepidazione ciò che ci ripete ogni giorno
la voce ammonitrice di Dio:
" Se oggi udrete la sua voce, non indurite il vostro cuore!"
e ancora: " Chi ha orecchie per intendere, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese!".
E che dice? " Venite, figli, ascoltatemi, vi insegnerò il timore di Dio.
Correte, finché avete la luce della vita,
perché non vi colgano le tenebre della morte".

RB, Prologo, 8-13

Iniziative della comunità

Il sabato pomeriggio alle ore 17.15, si propone un incontro di approfondimento intorno ai testi della liturgia della domenica successiva.

In Avvento e in Quaresima il pomeriggio della domenica alle ore 16.00, sotto la guida di un fratello della comunità, sono proposti incontri di approfondimento biblico-spirituale legati al tempo liturgico.

 

Programma per la quaresima 2021

(le modalità saranno comunicate in seguito)

 

 

 

Riproponiamo quest’anno l’itinerario di approfondimento quaresimale che l’anno scorso fu sospeso  a causa della pandemia, che proprio in quelle settimane esplose provocando il lockdown generale. E questo non solo per motivi di ordine meramente pratico: se le condizioni non permetteranno di svolgere i nostri incontri in presenza, ci siamo ormai attrezzati per farli on-line come già in Avvento. Ma  è anche la situazione attuale, con le sue incertezze e le sue prove, a spingerci a proporre di nuovo di riflettere sulle radici e sull’essenziale della nostra identità cristiana, per poter essere, per noi e per i nostri fratelli, seme di speranza mediante una  testimonianza di fede che opera nella carità.

La Quaresima infatti si propone per tutti come un itinerario battesimale: come il catecumeno attraverso la Parola di Dio è invitato a predisporsi al dono del Battesimo, e ad assumere con coerenza un nuovo stile di vita animato dallo Spirito, così anche tutti i membri della comunità ecclesiale sono invitati a ritrovare il senso del Battesimo a suo tempo ricevuto, e di riflesso a riscoprire la propria identità cristiana, il senso del proprio vivere da cristiani. Non è un caso che, riprendendo un uso molto antico, la rinnovata liturgia ambrosiana della Quaresima propone nel lezionario feriale la lettura integrale del Discorso della Montagna. Una scelta di cui si può scorgere intuitivamente la finalità: in quanto nuova legge, che non abolisce ma compie (cf. Mt. 6,17)  quella ricevuta al Sinai, il discorso della montagna è come il codice etico che il battezzato dovrebbe sentire come suo proprio, cui ispirare le proprie scelte e il proprio modo di vivere e di porsi rispetto al mondo e al prossimo. Ma se si prende il Discorso della Montagna solo come un codice etico, per quanto sublime, si finisce per ridurne la portata; esso è in primo luogo un evangelo, un annuncio di una grazia che ci è donata. Non a caso si apre con le beatitudini, vale a dire l’affermazione di una benedizione inopinata, che pone uno sguardo diverso proprio sulle debolezze e sulle impotenze umane. Proprio questo dono, questa benedizione di Dio, ci consente di poter aspirare ad essere qualcosa di diverso da quello che sperimentiamo nel nostro limite, quando non nel nostro peccato.

Tuttavia non possiamo trascurare una domanda ineludibile: ma è possibile vivere il discorso della montagna? Al riguardo sono state proposte nella riflessione cristiana tre linee possibili di risposta.

-È una prospettiva etica oggi impossibile da vivere in pienezza, dunque la dovremmo piuttosto proiettare in un futuro, in un tempo che va oltre il nostro orizzonte contingente: quello messianico, il quale rappresenta il nostro punto di arrivo, quando Dio sarà tutto in tutti. Ma avere un fine vuol dire almeno orientare la vita e assumere una gerarchia dei valori conseguenti.

- È un ideale sommo cui cercare di commisurare il nostro agire, come uno sprone che aiuta a giudicare, ma anche a riscattare il nostro mediocre tentativo di esserne all’altezza, a convertirci almeno un po’ ogni giorno.

- È un habitus che dobbiamo assumere, in forza della grazia che abbiamo ricevuto, e che ci deve spingere a perseguire, nonostante tutti i limiti e le cadute, una trasformazione profonda di noi stessi e del mondo, assumendo scelte e prospettive radicali di vita.

Ognuna di queste risposte sembra riduttiva e insoddisfacente, per lo meno nel suo concreto modo di essere interpretata dai cristiani. Ma ognuna di esse contiene forse un elemento di verità e di plausibilità, purché non le si assolutizzi. Proprio perché è codice etico a partire da un evangelo, vale allora la pena partire dal prendere sul serio questo evangelo del Discorso della Montagna, accoglierlo come una vocazione e farsi permeare dalla gratuità che scaturisce dal suo essere un dono per noi e per tutti.

 

La comunità monastica

dell'Eremo San Giorgio

 

 


 

   

     

 

... il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli,
(...) ad apprendere « la sublime scienza di Gesù Cristo » (Fil 3,8)
con la frequente lettura delle divine Scritture.
« L'ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo ».
Si accostino essi volentieri al sacro testo,
sia per mezzo della sacra liturgia,
che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura,
sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi,
che con l'approvazione e a cura dei pastori della Chiesa,
lodevolmente oggi si diffondono ovunque.
Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura
dev'essere accompagnata dalla preghiera,
affinché si stabilisca il dialogo tra Dio e l'uomo;
poiché «quando preghiamo, parliamo con lui;
lui ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini ».

Concilio Vaticano II, Dei Verbum, 25