
Programma:
- Domenica 29 novembre 2026
Il sogno di Giacobbe: un ponte tra la terra e il cielo (Gen. 28) - Domenica 6 dicembre 2026
La sapienza pacifica della radice di Jesse (Is. 11) - Domenica 13 dicembre 2026
L’Emmanuele principe di pace (Is. 9) - Domenica 20 dicembre 2026
Il sogno di una Gerusalemme scesa dal cielo (Ap. 21)
Orario:
- Ore 16 lectio
- Ore 16.40 silenzio
- Ore 17 II Vespri
Per attendere un Messia di pace
Soprattutto nel libro di Isaia a più riprese la speranza messianica è evocata all’insegna della giustizia e della pace: molti dei suoi oracoli ci accompagnano nella liturgia del tempo di Avvento e di Natale e soggiaciono ai titoli messianici che caratterizzano le cosiddette “antifone O” che sono cantate nella settimana immediatamente precedente al giorno del Natale del Signore. Eccone alcune, le più significative da questo punto di vista:
O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ed arrivi ai confini della terra, e tutto disponi con dolcezza: vieni ad insegnarci la via della sapienza.
O Radice di Jesse, che sei un segno per i popoli, innanzi a te i re della terra non parlano, e le nazioni ti acclamano: vieni e liberaci, non tardare.
O (astro) Sorgente, splendore di luce eterna, e sole di giustizia: vieni ed illumina chi è nelle tenebre, e nell’ombra della morte.
Isaia stesso, in un tempo oscuro, segnato dalla minaccia dell’invasione delle armate assire che dilagava fino ad arrivare sotto le mura di Gerusalemme, tratteggia così i caratteri dell’Emanuele (il Dio-con-noi), che potremmo considerare il prototipo di ogni speranza messianica:
Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre (Is 9,5-6).
Non va del resto dimenticato che nel messaggio dell’Apocalisse di Giovanni (un libro della Scrittura che non a caso trova anch’esso nel tempo di Avvento l’occasione privilegiata in cui essere proclamato) ci è chiaramente indicata la meta verso cui dovrebbe volgersi la storia del mondo e quella di ciascuno di noi: l’immagine conclusiva è infatti quella di una Gerusalemme nuova e ideale dono del cielo al mondo, dimora di Dio con gli uomini, città le cui dodici porte sono aperte ai quattro punti cardinali, ad esprimere una armonia ricomposta in uno scambio tra un centro, la Gerusalemme scesa dal cielo come dono di Dio a redenzione del mondo, e un esterno attratto da quel centro e illuminato dalla luce che dal centro sprigiona verso l’esterno della città (cf. Ap. 21).
In un tempo come quello che stiamo vivendo (ma quale tempo nella storia degli uomini è stato esente da paure e da contraddizioni?), in cui sembra inevitabile percepire l’apparente inefficacia di ogni sforzo di seminare segni di pace e di speranza, che cosa può significare attendere un Messia di pace? Sperare contro ogni speranza umanamente concepibile (e il pessimismo della ragione al riguardo è certamente esercizio necessario per preservarci da vane illusioni) può forse aver valore proprio perché si crede a un senso della vita e della storia che va oltre il contingente, che attende un incontro e una verità che ci trascendono e proprio per questo ci rimettono in questione.
Se crediamo che celebrare la liturgia scandita dai tempi liturgici non sia solo un pretesto catechetico, che potrebbe restare pura petizione di principi ideali ma astratti, quanto piuttosto un vero atto volto alla conversione interiore e alla evangelizzazione del mondo (da intendere, senza pretese di chissà quale rilevanza, almeno come annuncio della bellezza del progetto di Dio sul mondo e su di noi, di un dono di grazia che ci può trasformare e indirizzare verso nuovi modi di essere) ci sembra non inutile proporre in questo Avvento un approfondimento dei tratti di questa promessa messianica, che valgano a leggere in questa luce la realtà che ci circonda e la nostra testimonianza di fede operosa e di speranza.
ecco i dati per il collegamento on-line:
lectio avvento
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