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Monastero ieri e oggi

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I Monaci Benedettini Camaldolesi dell'Eremo di San Giorgio ti danno il loro benvenuto

L'Eremo San Giorgio (Bardolino Verona) fu fondato nel 1663. I lavori di costruzione continuarono per tutto il secolo XVII e furono completati con l'edificazione della chiesa nel 1704. In seguito alla soppressione napoleonica del 1810 l'Eremo venne abbandonato e il complesso fu abitato da contadini fino al 1885, quando ritornò a risiedervi una comunità camaldolese.

La comunità monastica porge a tutti il benvenuto in questo luogo, caro alla memoria religiosa di tutto il territorio circostante, invitando i visitatori a rispettarne il carattere peculiare di luogo di pace, di silenzio e di raccoglimento; per questo fa presente che l'Eremo non può ridursi a meta turistica, né tantomeno possono essere aperti alle visite turistiche gli spazi in cui la comunità stessa vive e lavora.

Se sei interessato ad una esperienza di ospitalità presso di noi fatta di preghiera, di lectio divina e di silenzio, prendi nota delle nostre iniziative annuali e in particolare delle settimane estive. Contattaci o visita la sezione ospitalità per maggiori informazioni.

 

Quaresima 2012

Figure di intercessione: una messa sul mondo

Le figure simboliche su cui si costituisce l’impianto liturgico della Quaresima - nei suoi gesti, nel suo svilupparsi nell’arco dei quaranta giorni che la costituiscono, nei testi biblici che ci propone - sono soprattutto legate alla figura del cammino. Riferimento fondamentale è l’esodo, cioè un cammino di ritorno, attraverso il deserto, fino a una terra promessa. Ma sullo sfondo resta implicita anche la prefigurazione del cammino cristiano per eccellenza, cioè la via crucis, dalla passione alla risurrezione. Per questo il Triduo pasquale si pone come esito e compimento di quel pellegrinaggio nel deserto.

Può essere utile notare, ancora, come il cammino dell’esodo si iscrive nella cornice di due passaggi attraverso le acque, quelle del mar Rosso agli inizi e quelle del Giordano alla fine; esse, a ben vedere, esercitano un ruolo di iniziazione, nel loro essere ad un tempo purificatorie e rigeneranti. Quelle acque in effetti non solo lavano il male nostro e altrui, ma sono anche espressione di forze oscure, le quali sono vinte, ma solo attraversandole, immergendosi in esse. Sono così luogo di morte e di vita,  fanno come da matrice in cui entrare, immergersi per risorgere a nuova vita.

La Quaresima è insomma tempo del ritorno a Dio; un ritorno che è recupero di una direzione per la nostra vita, del suo fine, riscoperta insomma del suo senso con gli occhi della fede; ma è anche tempo di rinascita, e dunque anche di ritorno all’integrità originale, o per lo meno al centro di noi stessi.

La terra promessa che cerchiamo e che ci mette in movimento è così il segno dell’incontro con Dio cui siamo protesi; e nello stesso tempo di una rigenerazione, o di una trasfigurazione nella luce del Cristo pasquale, della nostra identità di uomini fatti a immagine di Dio e di cristiani che prendono coscienza, nel loro essere un impasto di grazia e di peccato, di essere stati scelti da Dio come figli in virtù del battesimo.

Queste dimensioni simboliche certamente conducono a comprendere la conversione sia come processo  di trasformazione interiore della persona, sia come recupero di ciò che fonda il senso del proprio essere e del vivere insieme all’interno della comunità di fede. Un itinerario, per così dire ad intra.

Ma Quaresima, in quanto esodo, è anche un “uscire fuori” dai confini sclerotizzati della nostra identità (vera o supposta tale, e dunque facilmente assimilabile all’idolo). Ritornare a Dio per ritrovare il centro di se stessi è dunque anche andare oltre ai confini prestabiliti (i padri dicevano: uscire dal nostro Egitto) e ritrovare con uno sguardo trasformato una relazione con il mondo e con gli uomini più lungimirante e comprensiva. Non ci si può ritrovare se non si sa uscire da sé.

Queste complesse e ricche risonanze simboliche vengono in qualche modo a caratterizzare una dimensione importante che connota l’ itinerario quaresimale, su cui desideriamo fissare l’attenzione: quella della preghiera, che in questo tempo dovrebbe farsi particolarmente intensa. Perché la conversione, il ritorno a Dio e al centro di noi stessi e del nostro vivere insieme, non è in prima istanza abilità da conquistare, ma grazia da invocare e accogliere.

La preghiera allora non può essere (anche se è essenziale che sia) solo ad intra, preghiera di chi purifica il proprio cuore per porsi davanti a Dio in verità e semplicità, con compunzione e con fede.

Dovrebbe diventare momento di una più attenta intercessione per e a causa dell’altro; ciò non solo per un atto di attenzione e benevolenza, ma anche perché ci strappa da una prospettiva solo autoreferenziale nella nostra ricerca di Dio. Saper pregare per il mondo e sul mondo può purificare il nostro essere a tu per tu davanti a Dio e ai fratelli, e può darci speranza che il nostro cercare Dio sia un bene non solo per noi, ma anche  per tutti. Per questo proponiamo, nel corso della Quaresima di quest’anno, di approfondire alcuni grandi momenti della preghiera di intercessione: la preghiera di chi cerca di guardare al mondo, di leggere il mondo (e di riflesso se stessi) con gli occhi di Dio. 

 Un simile sguardo insomma può essere un seme di speranza anche per il mondo che ci circonda, e aiutarci a vivere e celebrare  la Pasqua come una “Messa sul mondo”, per usare una nota e pregnante espressione di Teilhard de Chardin, che un giorno del 1923 in cui, in una landa solitaria delle steppe dell’Asia centrale, senza pane e vino e senza altare, era impossibilitato a celebrare la messa, così ebbe a pregare:  

 “Ti offrirò, io, tuo sacerdote, sull’altare della terra totale, il lavoro e la pena del  mondo. Sulla mia patena, porrò, o Signore, la messe attesa da questa nuova fatica e, nel mio calice, verserò  il succo di tutti i frutti che oggi saranno spremuti  […] Confusamente, ma tutti senza eccezione, evoco coloro la cui folla anonima costituisce la massa innumerevole dei viventi:  quelli ignoti che mi circondano e mi sostengono a mia insaputa, quelli che vengono e quelli che se ne vanno, e soprattutto quelli che, nella verità od in seno all’ errore, hanno fede nel progresso delle cose e, nell’ufficio, nel laboratorio o nella fabbrica, oggi, con passione, inseguiranno la luce.  Moltitudine agitata, imprecisa o distinta, a cui immensità ci spaventa, - Oceano umano, le cui lente e monotone oscillazioni incutono il dubbio persino nei cuori più credenti, voglio che, in questo momento, il mio essere risuoni al suo mormorio profondo”

 Programma lectio divina domenicale:

 

1. Domenica 26 febbraio. I Quaresima

Può Dio salvare anche Sodoma? L’intercessione di Abramo (Genesi 19).

 

2. Domenica 4 marzo. II Quaresima

“Perdona o cancellami”. Farsi carico delle colpe altrui. L’intercessione di Mosè (Esodo 32).

 

3. Domenica 11 marzo. III Quaresima

“Ascolta e perdona”. Pregare a nome di tutti. La preghiera di Salomone (1Re. 8,22-53).

 

4. Domenica 18 marzo. IV Quaresima

“Per amore dei miei fratelli io dirò: su di te sia pace”. Pregare per la pace non è  facoltativo. (Salmo 122).

 

5. Domenica 25 marzo. V Quaresima

Tutto il creato prega. I gemiti dello Spirito (Romani 8).

 

6. Domenica 1 aprile. Domenica delle Palme

 “ Non prego solo per costoro, ma anche per coloro che crederanno in me”. L’intercessione di Gesù nell’ultima cena (Gv 17).

Orari

16.00   Lectio divina

16.45   Silenzio

17.00   Secondi Vespri della domenica

Contatto - Monaci Benedettini Camaldolesi - Eremo di San Giorgio - 37011 Bardolino (Verona) - Tel. +39 045.7211390 / Fax. +39 045.6228644 - Update - Webmaster